Caratteristiche tecniche
Il servizio DVB-T , o DTT (Digital Terrestrial Television), è realizzato secondo le specifiche presentate nella norma ETSI ETS 300 744 che considera tecniche di compressione video e audio secondo lo standard MPEG.
In particolare il sistema di codifica audio si attiene allo standard MPEG LayerII (MUSICAM) già usato nel Digital Audio Broadcasting.
Lo standard MPEG2 del sistema di codifica video accetta in ingresso quattro formati o "Livelli" da codificare, detti Low Level, Main Level, High-1440 Level e High Level, che si differenziano per qualità e che sono caratterizzati ciascuno da un proprio range del bit rate di sorgente (da 4 Mbit/s per una qualità tipo VCR fino a 60 Mbit/s per una qualità HDTV). Come risultato della codifica lo standard M-PEG2 offre differenti "Profili". Ciascun Profilo è caratterizzato da un set di strumenti di compressione i quali caratterizzano il sistema di codifica. I profili sono cinque (Simple Profile, Main Profile, SNR Scalable Profile, Spatially Scalable e High Profile) e ciascuno di essi è progressivamente più sofisticato e aggiunge degli strumenti di compressione al precedente.
Non tutte le combinazioni di Livelli e Profili sono approvati dallo standard, infatti solo undici delle venti combinazioni sono accettate.
La codifica di sorgente MPEG2 utilizzata dal DVB è caratterizzata da:
- uso della combinazione Main Profile e Main Level (MainProfile@MainLevel)
- frame rate di 25 Hz; o formato 4:3 o 16:9
- header della sequenza video e frame indipendente dai precedenti codificati almeno ogni 500 ms
Subito dopo la codifica di sorgente, i canali da trasmettere vengono accorpati in un unico stream mediante una operazione di multiplazione. La codifica di canale è realizzata quindi applicando diversi processi di codifica allo stream (codifica Reed-Solomon e codifica convoluzionale con interleaving nel tempo e in frequenza). Tale tecnica di codifica permette una buona rilevazione e correzione degli errori in ricezione.
Come il DAB anche il DVB-T usa una modulazione OFDM, che utilizza 1705 portanti nel modo 2k e 6817 nel modo 8k . Le portanti, a loro volta sono modulate QPSK o QAM a seconda del bit-rate desiderato.
Vantaggi del Digitale
Lo standard DVB-T lascia libera la scelta dei parametri del segnale (tipo di modulazione delle portanti OFDM, protezione, intervallo di guardia, ecc.) ed offre un insieme di possibilità a secondo delle prestazioni che si vogliono ottenere. Infatti, in dipendenza del tipo di modulazione delle portanti OFDM utilizzata (QPSK, 16QAM o 64QAM), la capacità totale utile di un canale RF di 8 MHz varia da un minimo di 6Mbit/s ad un massimo di 32 Mbit/s.
In pratica però la garanzia di una adeguata protezione (aggiunta di bit di ridondanza ai bit di informazione utile) e l'opportunità di sfruttare il canale in modo efficiente fanno restringere il range di variabilità della capacità all'intervallo 12 - 24 Mbit/s.
Anche per il DVB-T, come per il DAB, si può quindi parlare di bouquet di servizi potendo trasmettere da 2 fino a 4 programmi a definizione standard (SDTV) più servizi di data broadcasting . La capacità totale del canale può essere anche sfruttata per standard televisivi ad alta qualità, come la Televisione ad Alta Definizione (High Definition TeleVision) che richiede 24 Mbit/s per programma (1 programma per canale).
Il DVB-T è caratterizzato da due modi di trasmissione: il modo 2k e il modo 8k e, analogamente al sistema DAB, consente anch'esso di operare in SFN (Single Frequency Network).
Il modo 2k possedendo, a parità di rapporto tra durata di simbolo e intervallo di guardia, un intervallo di guardia minore rispetto al modo 8k , richiede una minore distanza tra i singoli trasmettitori della rete SFN e si presta quindi ad essere usato per la realizzazione di piccole reti e con basse potenze da irradiare.
Ovviamente la realizzazione di una SFN per il DVB-T pone le stesse stringenti condizioni sugli impianti di diffusione del segnale già incontrate per il DAB: identico contenuto di segnale, sincronizzazione nel tempo e coerenza in frequenza.
L'adozione della tecnica di modulazione COFDM consente di prevedere per il DVB-T tre diverse condizioni di ricezione:
- fissa
- portatile indoor
- portatile outdoor
Il Digitale in generale, consente la diffusione di un maggior numero di servizi , di migliorare la qualità audio/video e di utilizzare in modo più efficiente lo sp ettro. Inoltre la digitalizzazione fa sì che la maggioranza degli utenti possa avere un largo accesso in modalità interattiva a diversi tipi di informazione.
Da un punto di vista sistemico ed infrastrutturale il DVB-T consente di:
- raggiungere da subito la quasi totalità della popolazione, consentendo la ricezione con l'attuale sistema domestico d'antenna analogico (servizio universale): infatti le frequenze di cui il sistema DVB-T fa uso coincidono con quelle del servizio TV analogico. Accanto ai servizi a pagamento la DVB-T è la soluzione più efficace per la diffusione dei servizi TV gratuiti (free-to-air)
- costituire l'unico mezzo pratico per la ricezione portatile
- ridurre i costi di implementazione delle reti, grazie al riutilizzo delle infrastrutture analogiche esistenti
- effettuare la diffusione regionale/locale
Va sottolineata inoltre la robustezza di una rete DVB-T rispetto ad azioni di disturbo o sostituzione del segnale.
Approfondimenti sul Passaggio al Digitale 
Frequenze per la Ricezione del Digitale 
Integrated Receiver Decoder (IRD)
I ricevitori per il sistema DVB-T, comunemente chiamati Set Top Box, sono già disponibili sul nostro mercato. A partire da Dicembre 2003 è stato avviato il servizio di televisione digitale terrestre. Per ricevere i segnali della televisione digitale terrestre occorre l'unità dedicata esterne detta Set Top Box. Queste unità, connessa all'antenna terrestre converte i segnali digitali ricevuti in segnali analogici direttamente utilizzabili dagli apparecchi televisivi tradizionali. In futuro saranno in commercio televisori con decoder digitale integrato,già predisposti per il segnale digitale (IDTV), in grado di ricevere direttamente dall'antenna terrestre.
Dal mese di gennaio 2004 sono disponibili nei punti vendita della grande distribuzione i decoder interattivi MHP (Multimedia Home Platform) che consentono l'accesso ai servizi interattivi. Gran parte dei servizi sono gratuiti per l'utente perché di arricchimento dei programmi o di fornitura di informazioni aggiuntive; i servizi a pagamento dichiarano a priori le tariffe e l'utente può scegliere se utilizzarli o meno.
I ricevitori DVB-T, indicati anche con l'acronimo IRD, sono dispositivi dall'elevata complessità essendo composti da una circuiteria analogica dedicata alla demodulazione del segnale ricevuto e da una parte digitale che può esser assimilata ad un vero e proprio calcolatore elettronico. Infatti dal segnale ricevuto e demodulato si ottiene uno stream binario che viene a sua volta elaborato dalla circuiteria digitale. L'elaborazione del segnale digitale viene effettuata mediante un microprocessore e il software ad esso associato. In questo modo i ricevitori DVB sono in grado di gestire:
- la decodifica di segnali audio e video digitali
- l'accesso condizionato
- la guida elettronica dei programmi
- le periferiche utilizzate per lo scambio dati
In ogni caso qualsiasi funzionalità implementata dal ricevitore è controllata via software. Generalmente il software del ricevitore è strutturato in due parti: la prima parte costituisce un vero e proprio sistema operativo che amministra le periferiche e le risorse hardware dell'IRD, mentre una seconda parte si occupa dell'implementazione delle varie funzionalità.
Il software di gestione dei ricevitori potrà essere aggiornato da remoto permettendo il miglioramento delle funzioni già realizzate e anche la realizzazione di funzioni non previste all'atto dell'immissione sul mercato. La definizione inoltre di Application Programming Interface (API) mette a disposizione dei programmatori, che devono aggiornare il software del ricevitore, una ampia gamma di librerie e routine che consentono una semplice riscrittura delle nuove applicazioni senza dover necessariamente conoscere in dettaglio le specifiche del sistema DVB-T.
Guide Elettronica ai Programmi (EPGs)
Le EPGs – Electronic Programme Guides - si basano su menù grafici direttamente disponibili su schermo televisivo. Tali guide aiutano gli spettatori ad esplorare l'insieme dei servizi disponibili e ad operare la selezione desiderata. I servizi disponibili menzionati includono i canali TV, i programmi Pay-Per-View e altri servizi interattivi come lo "Home Shopping", lo "Home Banking" e lo "Home Play".
Il software di gestione della EPG accede direttamente ai dati contenuti nello stream M-PEG decodificando le informazioni associate al Service Information channel (SI). Le informazioni così ricavate sono successivamente presentate all'utente per mezzo di una interfaccia grafica interattiva con cui è possibile dialogare per mezzo del telecomando. Nei casi in cui vengano ideate nuove procedure di gestione della Guida Elettronica, è possibile, là dove previsto, aggiornare il software di gestione della EPG e rendere potenzialmente più accessibile l'insieme dei servizi proposti.